{"id":256,"date":"2024-08-18T13:07:58","date_gmt":"2024-08-18T13:07:58","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.devlancer.it\/?p=256"},"modified":"2024-08-23T10:36:21","modified_gmt":"2024-08-23T10:36:21","slug":"seo-on-page","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.devlancer.it\/en\/seo-on-page\/","title":{"rendered":"SEO On page: Che cos'\u00e8 e come farla bene"},"content":{"rendered":"<p>Per quanto riguarda la SEO moderna, sono i contenuti a farla da padrone dato che <strong>i motori di ricerca<\/strong> pi\u00f9 evoluti, come ad esempio Google, <strong>riescono a leggere ed esaminare i contenuti testuali presenti nelle pagine di un sito web<\/strong>.<\/p>\n<p>Non solo, questi motori di ricerca sono addirittura in grado di capire <b>quanto pertinenti siano i nostri testi rispetto alle <\/b><strong><b>query<\/b><\/strong> (richieste fatte sulla barra di ricerca) inviate dall\u2019utente e, in base al punteggio che i nostri contenuti ottengono, verremo poi posizionati pi\u00f9 in alto o pi\u00f9 in basso tra i risultati di ricerca offerti.<\/p>\n\n<h2>Fattori chiave<\/h2>\n<p>\u00c8 opportuno quindi fare dell\u2019ottimo <strong>Copywriting SEO<\/strong> (scrittura di contenuti originali tenendo conto delle regole SEO per la scrittura) assicurandosi di individuare le giuste <strong>keywords <\/strong>(parole chiave, le parole con le quale un utente pu\u00f2 cercarci sul web, es: <em>Hotel economico a Venezia<\/em>) per fare in modo che ci\u00f2 che si scrive sia pertinente con il proprio pubblico attuale e potenziale, cos\u00ec da essere poi trovati tramite le ricerche che questi ultimi potrebbero effettuare nei motori di ricerca.<\/p>\n<p>Vediamo <b>alcuni dei fattori di SEO on page<\/b> sui quali possiamo intervenire.<\/p>\n<h3>HTML<\/h3>\n<p>Il codice HTML sta alla base di qualsiasi pagina web. Anche quando il nostro server lavora con il codice PHP, l\u2019output finale deve essere in HTML. \u00c8 importante stare al passo con le regole date dal W3C (World Wide Web Consortium) e <strong>rispettare la corretta semantica del codice<\/strong>.<\/p>\n<p>Google infatti \u00e8 molto attento a questi <b>aspetti <\/b><b>tecnici <\/b><b>che spesso vengono trascurati<\/b> per lasciare spazio soltanto <b>alla creativit\u00e0 e al design del sito<\/b>. Ecco perch\u00e9 dovremmo <strong>scrivere contenuti originali<\/strong> tenendo conto delle <strong>regole per la scrittura <\/strong>dei testi.<\/p>\n<p>Cosa significa questo per il nostro sito web?<\/p>\n<ul>\n<li>Usare le <b>intestazioni e i titoli<\/b> giusti: h1, h2, h3, h4, h5, h6 dovrebbero essere <b>usati secondo l\u2019ordine gerarchico<\/b>, evitando di saltare da un livello all\u2019altro, ad esempio inserire un h2 e poi un h5;<\/li>\n<li>Utilizzare i <b>tag HTML corretti<\/b>: questo vale per il template grafico del sito, ma anche per i testi, con occhio di riguardo per i <a href=\"https:\/\/www.accessibilita.digital\/come-usare-i-tag-html-semantici-per-laccessibilita\/\" rel=\"noopener\">tag semantici<\/a>.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Esempi:<\/p>\n<ul>\n<li>Se usiamo un <strong>H1<\/strong> e subito dopo un <strong>H4<\/strong>, questo pu\u00f2 essere un errore, perch\u00e9 le buone pratiche per l\u2019HTML prevedono di <a href=\"https:\/\/www.w3.org\/WAI\/tutorials\/page-structure\/headings\/#heading-ranks\" target=\"_blank\" rel=\"noopener nofollow\">rispettare l\u2019ordine gerarchico delle intestazioni h1-h6<\/a>.<\/li>\n<li>Se invece di usare le <strong>liste<\/strong> (tag <strong>ul<\/strong> e <strong>ol<\/strong> dell\u2019HTML) usiamo i normali paragrafi, il testo sar\u00e0 meno comprensibile dall\u2019utente e anche meno utile per i <strong>crawler<\/strong> dei motori di ricerca.<\/li>\n<li><b>Le immagini<\/b> (tag &lt;img&gt;) <b>devono contenere<\/b> un attributo \u201calt\u201d, anche vuoto, per il <b>testo alternativo<\/b>. Riuscire a descrivere l\u2019immagine \u00e8 utile sia per la SEO sia per l\u2019accessibilit\u00e0, anche se \u00e8 facoltativo e, anzi, poco utile nel caso di <b>immagini decorative<\/b>, come icone o sfondi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ecco uno screenshot dell\u2019editor di testo <a href=\"https:\/\/www.tiny.cloud\/\" rel=\"nofollow noopener\">Tinymce<\/a>, molto diffuso nella creazione di contenuti web, che permette di <b>formattare il testo<\/b> di una pagina come abbiamo descritto:<\/p>\n<figure class=\"text-center\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-257 size-large\" src=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-3-Tinymce-1024x468.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"468\" srcset=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-3-Tinymce-1024x468.png 1024w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-3-Tinymce-300x137.png 300w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-3-Tinymce-768x351.png 768w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-3-Tinymce-547x250.png 547w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-3-Tinymce.png 1103w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Finestra dell&#8217;editor Tinymce, che permette di formattare il testo di una pagina web<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questo editor si pu\u00f2 usare anche su <b>WordPress<\/b> usando il plugin <a href=\"https:\/\/it.wordpress.org\/plugins\/classic-editor\/\" rel=\"nofollow noopener\">Classic Editor<\/a>, sebbene sia ristretto alla versione 4.9 di TinyMCE, ed \u00e8 possibile avere accesso ad alcune funzionalit\u00e0 avanzate con plugin quali <a href=\"https:\/\/it.wordpress.org\/plugins\/tinymce-advanced\/\" rel=\"nofollow noopener\">Advanced Editor Tools<\/a> e <a href=\"https:\/\/it.wordpress.org\/plugins\/advanced-tinymce-configuration\/\" rel=\"nofollow noopener\">Advanced Tinymce Configuration<\/a>.<\/p>\n<p>Le <b>tecniche<\/b> adottate in questi casi rientrano nella <b>\u201cSEO on page\u201d<\/b> perch\u00e9 sono quell\u2019insieme di <b>elementi che intervengono direttamente sulla pagina web stessa<\/b>, comprendendo quindi i tag html, il contenuto testuale, le immagini, le prestazioni e i tempi di caricamento, i link interni e via dicendo.<\/p>\n<p>Ma quindi, oltre alla <b>scrittura dei contenuti<\/b>, alla formattazione dei testi usando i tag HTML corretti, alla <b>link building<\/b> e all\u2019uso di <b>parole chiave<\/b> rilevanti, oltre alla corretta scrittura di <b>titoli e snippet<\/b>, possiamo fare altro? Qui si entra in argomenti pi\u00f9 tecnici, che avremo modo di approfondire parlando dei <b>Core Web Vitals<\/b>. Per ora vediamo alcuni aspetti basilari.<\/p>\n<h3>Sicurezza e Performance<\/h3>\n<p>La sicurezza, la velocit\u00e0 e la capacit\u00e0 di un sito web di adattarsi ad ogni dispositivo sono tre importanti elementi che influenzano il <strong>ranking del sito web<\/strong>.<\/p>\n<p>Chi gestisce un sito web dovrebbe porsi queste importanti domande:<\/p>\n<ol>\n<li>Il sito si carica in modo <strong>veloce<\/strong>?<\/li>\n<li>Possiamo <b>ottimizzare<\/b> immagini o altre risorse?<\/li>\n<li>Dispone del protocollo di sicurezza <strong>HTTPS<\/strong>?<\/li>\n<li>Si presentano fenomeni di <strong>Cloa<\/strong><strong>c<\/strong><strong>king<\/strong>?<\/li>\n<\/ol>\n<p>Per fare alcuni test utili possiamo usare degli strumenti automatici come <a href=\"https:\/\/pagespeed.web.dev\/\" rel=\"nofollow noopener\">PageSpeed Insights<\/a> o <a href=\"https:\/\/www.webpagetest.org\/\" rel=\"nofollow noopener\">WebPageTest<\/a>, che ci forniscono gi\u00e0 dei consigli in merito alle immagini e alle altre risorse.<\/p>\n<h4>HTTPS<\/h4>\n<p>In merito all\u2019<b>HTTPS<\/b>, se non sappiamo come installarlo possiamo rivolgerci al nostro fornitore del servizio hosting. Spesso usando pannelli come <b>cPanel<\/b> o <b>Plesk<\/b> \u00e8 possibile agire in autonomia. Al giorno d\u2019oggi <b>\u00e8 pressoch\u00e9 essenziale che il proprio sito web sia disponibile in HTTPS di default<\/b> (con HTTP che rimanda alla versione sicura HTTPS).<\/p>\n<p>Per spiegare brevemente la questione tecnica, in genere <b>la comunicazione HTTP avviene sulla porta 80<\/b> del server, mentre la <b>HTTPS avviene sulla 443<\/b>. Possono anche esserci dei <b>reverse proxy<\/b> di mezzo, ma in buona sostanza quando installiamo un <b>certificato SSL<\/b>, come quello fornito da Let\u2019s Encrypt gratuitamente, <b>stiamo dicendo al browser dell\u2019utente di comunicare col nostro server in modo sicuro e crittografato<\/b>, anzich\u00e9 \u201cin chiaro\u201d come avviene con la comunicazione HTTP standard.<\/p>\n<p>Questo aiuta a <b>prevenire attacchi MitM<\/b> (<a href=\"https:\/\/owasp.org\/www-community\/attacks\/Manipulator-in-the-middle_attack\" rel=\"nofollow noopener\">Man in the Middle<\/a>), una tecnica per la quale un eventuale hacker potrebbe <b>carpire informazioni sulla comunicazione tra browser e server<\/b>, con dati quali password e nomi utente <b>trasmessi in modo chiaro<\/b> senza crittografia.<\/p>\n<h4>Cloacking<\/h4>\n<p>Il Cloacking \u00e8 una <b>tecnica informatica<\/b> di tipo <a href=\"https:\/\/www.searchenginejournal.com\/white-hat-vs-black-hat-vs-gray-hat-seo\/365142\/\" rel=\"nofollow noopener\">Black Hat SEO<\/a> per la quale il motore di ricerca vede dei contenuti diversi rispetto a quelli che vedono le persone quando ci navigano normalmente, questo sistema pu\u00f2 per un breve periodo migliorare il proprio posizionamento organico, ma nel lungo termine <b>pu\u00f2 portare a<\/b><b> far bannare <\/b><b>il<\/b><b> sito web<\/b> dagli indici di ricerca perch\u00e9 considerato non affidabile.<\/p>\n<p>Ad esempio, potremmo analizzare alcuni <b>header HTTP<\/b> per identificare se il browser possa essere di un <b>crawler<\/b>, e in tal caso <b>mostrare dei contenuti diversi<\/b> rispetto a quelli che mostreremmo agli utenti normali.<\/p>\n<p>Per altri dettagli: <a href=\"https:\/\/www.seozoom.it\/glossario\/cloaking\/\" rel=\"nofollow noopener\">SEOZoom Cloaking<\/a><\/p>\n<h3>Title e Meta Description<\/h3>\n<p>Una strategia che vale assolutamente la pena tenere presente come tecnica di SEO on page, riguarda la <b>scrittura di titoli e meta description<\/b>.<\/p>\n<p>Il <b>&lt;title&gt;<\/b> \u00e8 un tag HTML univoco che viene inserito <b>all\u2019interno dell\u2019&lt;head&gt;<\/b> di un documento HTML. Viene usato per determinare <b>il titolo principale della pagina<\/b>, che viene poi <b>visualizzato nella scheda del browser<\/b>:<\/p>\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-259 size-full\" src=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-4-Title.png\" alt=\"\" width=\"507\" height=\"604\" srcset=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-4-Title.png 507w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-4-Title-252x300.png 252w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-4-Title-210x250.png 210w\" sizes=\"(max-width: 507px) 100vw, 507px\" \/><figcaption class=\"text-center\">Il tag &#8220;title&#8221; \u00e8 inserito nel codice HTML della pagina<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00c8 importante che sia <b>scritto bene<\/b> e riassuma il contesto del contenuto della pagina: in genere <b>si consiglia di tenere una lunghezza di 50-60 caratteri<\/b> per questo titolo, ma anche se fosse qualche carattere in pi\u00f9 non \u00e8 detto che sia un problema. <b>Evitiamo per\u00f2 titoli troppo lunghi<\/b> di 100 o pi\u00f9 caratteri.<\/p>\n<p>La \u201cdescription\u201d \u00e8 un \u201cmeta tag\u201d, cio\u00e8 un tag HTML che non ha un reale peso nella pagina, ma <b>viene usato dai crawler per creare uno \u201csnippet\u201d<\/b>, cio\u00e8 <b>il testo di anteprima<\/b> che si visualizza nella pagina dei risultati di ricerca (SERP). Si consiglia di tenere una <b>lunghezza massima di 155 caratter<\/b><b>i<\/b>, anche se avere una lunghezza maggiore non rappresenta un problema.<\/p>\n<figure><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-260 size-large\" src=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-5-meta-description-1024x581.png\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"581\" srcset=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-5-meta-description-1024x581.png 1024w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-5-meta-description-300x170.png 300w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-5-meta-description-768x436.png 768w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-5-meta-description-441x250.png 441w, https:\/\/blog.devlancer.it\/app\/uploads\/2024\/08\/Figura-5-meta-description.png 1065w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>Uso della meta description in HTML e nella SERP Google<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00c8 bene sapere per\u00f2 che <b>non \u00e8 detto che questo testo venga realmente utilizzato<\/b>, infatti il motore di ricerca, al momento della richiesta da parte dell\u2019utente, potrebbe usare <b>un altro testo presente nella pagina per generare lo snippet<\/b>, qualora lo ritenesse <b>pi\u00f9 opportuno<\/b> per le parole chiave ricercate.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 spiegato meglio proprio da Google:<\/p>\n<p><b>A volte Google usa il tag &lt;meta name=&#8221;description&#8221;&gt;<\/b> di una pagina per generare lo snippet nei risultati di ricerca, <b>se ritiene che fornisca agli utenti una descrizione pi\u00f9 accurata<\/b> di quella derivata unicamente dai contenuti nella pagina. Un tag della meta descrizione in generale informa gli utenti e suscita il loro interesse con un breve riepilogo pertinente del tema di una determinata pagina. \u00c8 come una presentazione per convincere l&#8217;utente che la pagina contiene esattamente quello che cerca. <b>Non esistono limiti di lunghezza per una meta descrizione<\/b>, ma <b>lo snippet viene troncato nei risultati della Ricerca Google a seconda delle necessit\u00e0<\/b>, in genere per adattarlo alla larghezza dei dispositivi.<\/p>\n<p align=\"left\">Fonte: <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/appearance\/snippet?hl=it\" rel=\"nofollow noopener\">Controllare gli snippet nei risultati di ricerca<\/a><\/p>\n<p align=\"left\">Quindi quello che possiamo fare \u00e8 <b>suggerire al motore di ricerca il testo che vogliamo venga usato<\/b> come base per creare gli snippet, ma sta poi ad esso decidere cosa mostrare realmente.<\/p>\n<h3>E il buon vecchio meta tag keywords?<\/h3>\n<p>Probabilmente pi\u00f9 di qualcuno ricorda che si usava il <b>meta tag \u201ckeywords\u201d<\/b> per indicare a Google <b>quali parole chiave<\/b> sono da ritenere pi\u00f9 importanti per l\u2019indicizzazione. Ebbene, <b>questo tag ufficialmente non \u00e8 pi\u00f9 supportato<\/b>, possiamo averne la certezza leggendo questa pagina: <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/special-tags?hl=it#unsupported\" rel=\"nofollow noopener\">meta <\/a><a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/special-tags?hl=it#unsupported\" rel=\"nofollow noopener\">tag e attributi supportati da Google<\/a> al paragrafo \u201cTag e attributi non supportati\u201d.<\/p>\n<p>Allo stesso modo, per completezza d\u2019informazione, ufficialmente <b>non vengono presi in considerazione<\/b> da Google a fini SEO nemmeno gli attributi \u201clang\u201d, \u201crel next\u201d, \u201crel prev\u201d.<\/p>\n<h3>Usiamo il nofollow nei link quando necessario<\/h3>\n<p>Assolutamente una <b>o<\/b><b>ttima pratica<\/b> invece \u00e8 quella di <b>usare l\u2019attributo \u201crel nofollow\u201d sui link<\/b> quando opportuno, in genere <b>quando pubblichiamo link esterni<\/b> nella nostra pagina web. In questo modo, <b>stiamo dicendo ai crawler di \u201cnon seguire\u201d il link<\/b> e quindi comunichiamo la nostra intenzione di volerci \u201cestraniare\u201d dal contenuto esterno.<\/p>\n<p>\u00c8 un po\u2019 come dire \u201cio ho inserito qui questo link esterno, per\u00f2 non ne sono responsabile e non voglio che questo sito esterno venga associato a me\u201d. In sostanza, ci\u00f2 che dovrebbe accadere \u00e8 che <b>usando il nofollow evitiamo di trasferire parte del nostro \u201cranking\u201d al sito in uscita<\/b>.<\/p>\n<p>In questo modo, <b>quando il crawler rileva un link con nofollow<\/b>, dovrebbe tenere in considerazione che noi non vogliamo che il sito esterno riceva un punteggio migliore grazie a noi. Questo \u00e8 utile quando ad esempio vogliamo pubblicare in un articolo le fonti che abbiamo usato, senza per\u00f2 dare a queste fonti il nostro supporto in termini di ranking.<\/p>\n<p><b>Lasciare il \u201cdofollow\u201d<\/b> (che equivale a non inserire il nofollow nel link) <b>pu\u00f2 essere un modo per ringraziare e dare credito al sito esterno<\/b>, ma pu\u00f2 anche essere controproducente se non conosciamo bene il sito di destinazione, che nel tempo potrebbe venire hackerato o completamente cambiato in peggio. \u00c8 quindi utile stabilire uno standard o una linea guida da seguire.<\/p>\n<p>Il mio suggerimento \u00e8 quello di <b>inserire il nofollow per tutti quei siti esterni che non controlliamo<\/b> in alcun modo, e <b>ometterlo quando invece stiamo linkando siti partner<\/b> o a noi affiliati.<\/p>\n<p>Per approfondire: <a href=\"https:\/\/www.searchenginejournal.com\/when-to-use-nofollow-on-links\/383468\/\" rel=\"nofollow noopener\">When to Use Nofollow on Links &amp; When Not To<\/a><\/p>\n<h3>Come usare invece noopener e noreferrer?<\/h3>\n<p>Quando usiamo \u201cnofollow\u201d, il sito di destinazione <b>potrebbe ancora venire collegato a noi tramite l\u2019header<\/b> <a href=\"https:\/\/developer.mozilla.org\/en-US\/docs\/Web\/HTTP\/Headers\/Referer\" rel=\"nofollow noopener\">HTTP Referer<\/a>, che indica il sito di provenienza. Non \u00e8 detto che questo header sia sempre presente, dipende anche dalle impostazioni del browser dell\u2019utente.<\/p>\n<p>Quando clicchiamo un risultato dalla SERP di Google, il sito di destinazione avr\u00e0 come \u201creferer\u201d, cio\u00e8 come sito di provenienza, <a href=\"http:\/\/www.google.it\/\" rel=\"nofollow noopener\">www.google.it<\/a> o <a href=\"http:\/\/www.google.com\/\" rel=\"nofollow noopener\">www.google.com<\/a>. In questo modo, \u00e8 possibile sapere da dove ha avuto origine una visita inizialmente.<\/p>\n<p>Se all\u2019interno del link, cio\u00e8 del tag &lt;a href&gt; inseriamo <b>rel=\u201dnoreferrer\u201d<\/b>, stiamo dicendo al browser di omettere, e quindi <b>di rendere vuoto l\u2019header HTTP Referer<\/b>, cos\u00ec il sito di destinazione non sar\u00e0 da dove \u00e8 arrivato l\u2019utente, che quindi risulter\u00e0 come un \u201caccesso diretto\u201d.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 molto importante da sapere anche per capire <b>come mai a volte ci risultano cos\u00ec tanti \u201cAccessi diretti\u201d<\/b> su Google Analytics o altri strumenti di analisi del traffico: potrebbe essere uno dei motivi.<\/p>\n<p>Per approfondire: <a href=\"https:\/\/linkbuilder.io\/rel-noopener-noreferrer\/\" rel=\"nofollow noopener\">All You Need to Know About rel=\u201cnoopener noreferrer\u201d links<\/a><\/p>\n<p>Il rel=\u201dnoopener\u201d si usa soprattutto per <b>evitare una vecchia vulnerabilit\u00e0<\/b>, nota come <a href=\"https:\/\/owasp.org\/www-community\/attacks\/Reverse_Tabnabbing\" rel=\"nofollow noopener\">Reverse tabnabbing<\/a> e ormai praticamente scomparsa, che avviene quando si usa target=\u201dblank\u201d per aprire un link in una nuova scheda.<\/p>\n<p>Senza entrare negli aspetti puramente tecnici, \u00e8 utile usarlo come <b>buona pratica<\/b>, anche se <b>nei browser moderni questa vulnerabilit\u00e0 non dovrebbe pi\u00f9 verificarsi<\/b>.<\/p>\n<h2>Link utili<\/h2>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/www.accessibilita.digital\/come-usare-i-tag-html-semantici-per-laccessibilita\/\" rel=\"noopener\">I tag HTML semantici<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.w3.org\/WAI\/tutorials\/page-structure\/headings\/#heading-ranks\" rel=\"nofollow noopener\">WAI: Heading Ranks<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/www.tiny.cloud\/\" rel=\"nofollow noopener\">Tinymce<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wordpress.org\/plugins\/classic-editor\/\" rel=\"nofollow noopener\">Classic Editor<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wordpress.org\/plugins\/tinymce-advanced\/\" rel=\"nofollow noopener\">Advanced Editor Tools<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/it.wordpress.org\/plugins\/advanced-tinymce-configuration\/\" rel=\"nofollow noopener\">Advanced Tinymce Configuration<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/pagespeed.web.dev\/\" rel=\"nofollow noopener\">PageSpeed Insights<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.webpagetest.org\/\" rel=\"nofollow noopener\">WebPageTest<\/a><\/li>\n<li>OWASP: <a href=\"https:\/\/owasp.org\/www-community\/attacks\/Manipulator-in-the-middle_attack\" rel=\"nofollow noopener\">Man in the Middle<\/a><\/li>\n<li>Search Engine Journal: <a href=\"https:\/\/www.searchenginejournal.com\/white-hat-vs-black-hat-vs-gray-hat-seo\/365142\/\" rel=\"nofollow noopener\">White Hat vs. Black Hat vs. Gray Hat SEO<\/a><\/li>\n<li>SEOZoom: <a href=\"https:\/\/www.seozoom.it\/glossario\/cloaking\/\" rel=\"nofollow noopener\">Cloaking<\/a><\/li>\n<li>Google Search Central: <a href=\"\/E:\/Nextcloud\/MyFiles\/Guida%20SEO\/Controllare%20gli%20snippet%20nei%20risultati%20di%20ricerca\">Controllare gli snippet nei risultati di ricerca<\/a><\/li>\n<li>Google Search Central: <a href=\"https:\/\/developers.google.com\/search\/docs\/crawling-indexing\/special-tags?hl=it#unsupported\" rel=\"nofollow noopener\">meta tag e attributi supportati da Google<\/a><\/li>\n<li>Search Engine Journal: <a href=\"https:\/\/www.searchenginejournal.com\/when-to-use-nofollow-on-links\/383468\/\" rel=\"nofollow noopener\">When to Use Nofollow on Links &amp; When Not To<\/a><\/li>\n<li>MDN: <a href=\"https:\/\/developer.mozilla.org\/en-US\/docs\/Web\/HTTP\/Headers\/Referer\" rel=\"nofollow noopener\">HTTP Referer<\/a><\/li>\n<li>MDN: <a href=\"https:\/\/developer.mozilla.org\/en-US\/docs\/Web\/HTML\/Attributes\/rel\/noreferrer\" rel=\"nofollow noopener\">rel noreferrer<\/a><\/li>\n<li>Linkbuilder.io: <a href=\"https:\/\/linkbuilder.io\/rel-noopener-noreferrer\/\" rel=\"nofollow noopener\">All You Need to Know About rel=\u201cnoopener noreferrer\u201d links<\/a><\/li>\n<li>OWASP: <a href=\"https:\/\/owasp.org\/www-community\/attacks\/Reverse_Tabnabbing\" rel=\"nofollow noopener\">Reverse tabnabbing<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<h2>Leggi anche<\/h2>\n<ul>\n<li><a href=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/come-migliorare-la-seo-del-proprio-sito-web\/\">Come migliorare la SEO del proprio sito web?<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/cose-e-come-funziona-la-link-building-interna-ed-esterna\/\">Cos&#8217;\u00e8 e come funziona la link building interna ed esterna<\/a><\/li>\n<li><a href=\"https:\/\/blog.devlancer.it\/seo-parole-chiave\/\">Come trovare e usare parole chiave adeguate per la SEO<\/a><\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quanto riguarda la SEO moderna, sono i contenuti a farla da padrone dato che i motori di ricerca pi\u00f9 evoluti, come ad esempio Google, riescono a leggere ed esaminare i contenuti testuali presenti nelle pagine di un sito web. 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